Manifesto - Giornata senza immigrati.
24h senza di noi - 1 Marzo

Immigrazione
I problemi dell’integrazione fra tutela dei diritti e rispetto delle regole.
Un intervento di Marco Ruggeri sulla “Giornata senza immigrati. 24h senza di noi”

Dal Tirreno O2.03.2010

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno?
Il 1 marzo è stata la giornata scelta per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società e della nostra economia.
Credo che questa scelta, che può apparire un po’ insolita, ci debba far riflettere: che cosa sta cambiando intorno a noi?
Davvero gli immigrati sono solo sinonimo di delinquenza o sono anche una componente importante della nostra economia?

L’IRPET ha pubblicato di recente uno studio, Toscana 2030, dove si tentano previsioni su come cambierà la società Toscana nei prossimi anni. Due sono gli aspetti che emergono: una società più anziana e un aumento della presenza di immigrati (dal 7% attuale al 19%). La miscela rischia di essere esplosiva, anche perché le leggi in vigore – mi riferisco alla Bossi-Fini e successive modifiche – non hanno risolto nessuno dei problemi che questo fenomeno porta con sé, e constatiamo un vistoso ripensamento da parte di uno dei due estensori.
Come centro sinistra dobbiamo evitare l’errore fatto in questi anni di affrontare un problema tanto complesso con soluzioni che si basano sul mito del “buon selvaggio”. Ma non posso neanche sottovalutare che la visione che riduce alla mera repressione gli strumenti per affrontare la questione è miseramente fallita: gli sbarchi continuano, la percezione di insicurezza legata ai fenomeni dell’immigrazione aumenta.

Come potrebbe essere diversamente, visto che si pretende di saper garantire sicurezza con leggi inefficaci e sbagliate? La strada da percorrere sarebbe stata mettere in campo mezzi, personale e risorse alle forze dell’ordine e accompagnare questi provvedimenti con leggi che favorissero un processo di cittadinanza e che fossero egualmente inflessibili con chiunque violi le regole.

Quello dell’immigrazione è un fenomeno che va “governato”: guidati, da un lato, dalla certezza del pari diritto di ogni uomo alla dignità, al lavoro, alla salute, alla cultura e alla prospettiva di sviluppo della propria condizione; dall’altro, con l’impegno costante a perseguire l’obiettivo della massima integrazione della popolazione immigrata nel tessuto sociale del nostro Paese e della nostra città.
In questo senso ancora abbiamo molto da fare: basta sentire gli umori che emergono nei nostri rioni e guardare con obiettività ad alcune situazioni di più evidente sofferenza.
Dobbiamo raccogliere le preoccupazioni dei cittadini, intervenire con fermezza per sradicare le situazioni più preoccupanti, potenziare gli strumenti e le politiche specifiche – nell’ambito del sociale e del lavoro – che già la Toscana, insieme con gli enti locali e l’associazionismo, ha messo in campo.
Dobbiamo dar forza agli obiettivi politici e di programma enunciati dal candidato presidente Enrico Rossi per accelerare anche nella nostra città il processo d’integrazione della popolazione immigrata.

Integrazione, per noi, significa rispetto reciproco fra le diverse culture, nella convinzione che le une si arricchiscono nell’incontro con le altre; vuol dire pretendere da tutti il rispetto delle norme che regolano la vita e il lavoro dei cittadini di questo Paese. Vuol dire, infine, tutela del diritto di ciascuno in un quadro di doveri di cui chiedere rigorosamente l’adempimento.
La politica deve abbandonare alcune velleità e governare i processi, con fermezza ma anche con lungimiranza. Altrimenti ci troveremo in una fase nuova del processo migratorio in cui fasce sempre più larghe della popolazione ed immigrati si contenderanno lo stesso “pezzo di pane”.
Agitare l’insicurezza come scusa per non affrontare la radice del problema potrà rendere politicamente ancora per un po’. Ma, prima o poi, la società italiana potrebbe esploderci in mano.

Marco Ruggeri

Marco Ruggeri

Marco Ruggeri
Segretario territoriale Pd di Livorno

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