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Riportiamo di seguito l’intervista di Samuele Lippi al settimanale OgniSette.it pubblicata il 23 novembre 2011.
Sono delicati i problemi che il neo segretario del Pd di Livorno Samuele Lippi si trova di fronte. La calma con la quale argomenta per rispondere alle molte domande di OgniSette fa da contraltare alla sua età ed immagine giovane. Lavora nel settore dell’energia ed ha ricoperto per dieci anni l’incarico di assessore al Comune di Cecina.
Dopo le risposte degli elettori a Milano, a Napoli ed al referendum di giugno è tornato di attualità anche all’interno del Pd il tema della partecipazione reale alla vita politica. Qual è la sua idea al riguardo?
«È un problema reale, anzi è oggi il problema dei problemi. Proprio per questo presenterò tre linee di lavoro per stimolare la partecipazione. Organizzare incontri su temi centrali con i dirigenti e gli eletti del Pd. I primi due potrebbero essere: ”Ambiente ,Energia, Rifiuti”, e ”I Servizi pubblici locali”. Secondo, promuovere incontri di iscritti ed elettori su temi specifici come ad esempio: salute, economia,sicurezza. Terzo, porre attenzione agli strumenti informatici per dialogare con le fasce giovanili che hanno modi di comunicare ormai molto diversi a quelli tradizionali delle riunioni o dei giornali».
Resta il fatto che anche nel corso della crisi della Giunta Cosimi e del cambio della segreteria da Di Rocca a lei i circoli del Pd si sono sentiti poco o niente.
«I circoli che sono nati nei vari quartieri debbono svolgere un lavoro di contatto con gli abitanti inscritti ed elettori e discutere intensamente dei problemi del loro territorio. Sui temi più generali possono senz’altro intervenire ma senza trascurare quelli che sono di loro stretta competenza. Per quelli ci sono altri momenti. Da stasera inizierò un giro tra tutti i circoli e dirò che li considero la linfa….».
Nascono molti comitati. È una carenza dei partiti e delle amministrazioni?
«Sì, questo fattore c’è, anche se talvolta gli interessi difesi sono molto particolari e dietro qualche comitato si trova una forza di opposizione che “cavalca”. Non sono affatto contro i comitati e sono per affrontare sempre una discussione con loro. Poi chi ha il dovere di governare deve decidere tenendo, come faro, l’interesse generale».
Un tempo si considerava segretario del partito quello della federazione. Oggi si è un po’ modificata questa visione e il segretario della unione comunale è cresciuto di importanza agli occhi della città. Come vive Lei questo cambiamento?
«Lo vivo bene. Anche perché credo nel ruolo delle unioni comunali. A Cecina dove ero segretario mi sono sempre attenuto ai limiti assegnati dallo statuto. Oggi cercherò di valorizzare le unioni comunali svolgendo un ruolo di coordinamento e stimolo sulle questioni che riguardano il territorio nel suo complesso».
In questi giorni si è svolta un’assemblea delle donne dopo un lungo lavoro di preparazione. Il nostro giornale segue da tempo gli sviluppi del tema: donne, lavoro, carriera. Il Pd sembra ancora in ritardo su questo versante, non trova?
«Cito subito dei passi in avanti come la composizione della giunta a Cecina: quattro donne su otto e competenze come l’urbanistica. Ci sono candidate qualificate a succedere al mio posto sempre a Cecina. Quindi nessuna limitazione da parte mia al ruolo delle donne che hanno il dono della concretezza e della sensibilità».
I rapporti con Sel ed Idv non sono tranquilli. Ha già un’idea in merito?
«Sì. Massima lealtà, conoscenza dei problemi, discussione approfondita e poi si decide. Se necessario proporremo di decidere a maggioranza. Ma non rimanere imbrigliati».
Livorno si appresta al nuovo Piano Strutturale ed a quello del Porto. C’è in atto una discussione delicata sulle varianti anticipatrici. Qual è la sua opinione?
«Spero che il nuovo piano si faccia in tempi rapidi. Sul Porto debbo ancora prendere visione di quanto è maturato di recente. Di certo il Porto di Livorno, con il suo entroterra è un elemento centrale in Toscana ed in Italia. Prodi, anni fa, ci fece riflettere sulla portata del sistema portuale italiano nel contesto del mediterraneo e degli sviluppi del commercio coni paesi dell’Asia. Quindi dragaggi, raccordo ferroviario e nuovo lavoro per le crociere mi sembrano obbiettivi da perseguire con rapidità.
Sulle varianti dico che si possono ammettere solo con motivazioni adeguate al tessuto urbanistico già tracciato e se dimostrate necessarie per un aumento della occupazione. Il lavoro prima di tutto. Tutte le iniziative volte a stimolare l’economia debbono essere sostenute. Posso citare come buon esempio quello del Porto Turistico di Cecina».
A Livorno e in provincia si è costruito moltissimo. Si parla di nuovo PS a volumi zero. È credibile reale questa prospettiva?
«La trasformazione ed il riuso dell’esistente debbono guidare oggi i piani regolatori. È indubbio che c’è una crisi del mercato del ‘mattone’, ciò non toglie che con equilibrio non si possa dare spazio anche all’edilizia fattore di occupazione».
È uscito il bando per il nuovo ospedale. Lei ha valutato gli esiti del referendum?
«Sulla ubicazione e quindi la possibilità di raggiungerlo, non mi pare che tra l’esistente e quello che nascerà ci sia poi molta differenza. Non è che tutti i cittadini vivano nelle immediate vicinanze dell’attuale ospedale. Quanto invece ad una migliore accoglienza non ho dubbi che il nuovo presidio sarà un vantaggio».
Lei sarà il candidato a Sindaco di Cecina nel 2014?
«Di certo no. Il sindaco Benedetti stà lavorando bene con una bella squadra di amministratori ed io li sosterrò in questa e nella prossima legislatura. Conosco bene la discussione che c’è rispetto alle cariche che possono fare da trampolino per altri incarichi. Io vivo la politica con spirito di servizio ed il mio lavoro mi piace tantissimo…..».
Ruggero Morelli





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