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	<title>PD Livorno</title>
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		<title>La politica e i partiti devono concentrarsi solo nel saper dare risposte e progetti che siano effettivamente realizzabili</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota di Yari De Filicaia in risposta al Segretario della Federazione della Sinistra Lorenzo Cosimi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In merito alla lettera del Segretario della Federazione della Sinistra, Lorenzo Cosimi, ritengo opportuno fare delle precisazioni.<br />
Il Segretario Nazionale Bersani, già in tempi non sospetti aveva dato il proprio sostegno ad Hollande. Basta ricordare l’iniziativa del marzo scorso nella quale fu siglata una piattaforma comune tra democratici e progressisti (“Un nuovo rinascimento per l’Europa”) con l’obiettivo di elaborare una nuova visione politica di alternativa alle forze di destra, che hanno portato l’Europa e l’Italia allo stato attuale, e che caratterizzerà i percorsi elettorali di Francia, Germania e Italia nei prossimi diciotto mesi.<br />
Hollande ha concluso il suo discorso con queste parole: “In Europa si può aprire una nuova fase grazie alle elezioni francesi, a Sigmar Gabriel Presidente del partito social democratico SPD e a Pierluigi Bersani in Italia”.<br />
Se in un quadro europeo rinnovato, si vuole equivocare il sostegno all’Italia e di conseguenza al Governo Monti (che ribadiamo non si tratta del nostro governo, bensì di una soluzione tecnica per evitare il fallimento del nostro paese) lo si faccia pure, anche se non corrisponde alla verità.<br />
Il sostegno al Governo Monti è subordinato a questo e non ad interessi di bottega. Considerato che il governo Monti è in carica da sei mesi, trovo strano che non si ammetta di chi è stata veramente la colpa del fallimento del paese.<br />
Il Partito Democratico è abituato a guardare in casa propria, nonostante l’ultima tornata amministrativa abbia confermato il PD come unico partito che ha ottenuto risultati.<br />
Il consenso elettorale ottenuto è la conseguenza di ciò che il partito ha presentato e realizzato. Dal 2008 il mondo si è trasformato e le cose pensate a quel tempo rischiano oggi di essere superate.<br />
Un partito che governa, e che vuole dare risposte ad un territorio, deve avere coraggio di affrontare questi cambiamenti e di variare i propri programmi.<br />
Su questo poi verrà giudicato democraticamente dai cittadini. In una fase così difficile, l’errore più grande sarebbe quello di pensare di essere al riparo. Non ci sono paracaduti per nessuno. C’è bisogno di una politica al servizio dei territori e dei cittadini che metta al centro l’interesse collettivo anche a scapito del consenso elettorale. Ritengo infine che una discussione ora sulle alleanze sia poco appassionante e non prioritaria. La politica e i partiti devono concentrarsi solo nel saper dare risposte e progetti che siano effettivamente realizzabili e su questi, in un secondo tempo, misurarsi per stabilire le compatibilità politiche.</p>
<p>Yari De Filicaia<br />
Segretario Unione Comunale<br />
PD Livorno</p>
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		<title>Dedicare la festa della Toscana alla lotta contro l&#8217;omotransfobia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota di Dinora Mambrini, responsabile diritti civili Giovani Democratici della Toscana e Segretaria GD di Livorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì A DEDICARE ALLA LOTTA CONTRO OMOTRANSFOBIA LA FESTA DELLA TOSCANA</p>
<p>Nostro obiettivo &#8211; come giovani donne e uomini Democratici con la D maiuscola! &#8211; che vivono e amano l&#8217;Italia, deve essere una società giusta sotto ogni profilo, in cui i diritti possono emergerenella loro pienezza.<br />
Per fare politica vera, come servizio, è necessario guardare a ogni cittadina e ogni cittadino come auna persona, depositaria di diritti individuali, capace di autodeterminarsi e che deve essere lasciatalibera di farlo: l&#8217;art. 13 della Costituzione italiana afferma che “la libertà personale è inviolabile”,<br />
rafforzando il riconoscimento della libertà e indipendenza nelle scelte individuali della persona suciò che la riguarda.<br />
Ricordando che “non è grave il clamore dei violenti; è grave il silenzio delle persone per bene”(Martin Luther King), rompiamo il silenzio assordante che ancora consente in Italia la discriminazione, l’emarginazione e persino la negazione dell’esistenza di una moltitudine di donne, di uomini e dei loro sentimenti.In Italia non ci sono specifiche politiche tese a contrastare le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender e non esistono sufficienti dati statistici utili<br />
per valutare il fenomeno. A questo proposito, dovremmo chiedere a gran voce che venga dotata l&#8217;Istat dei fondi necessari per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale. I ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza presente nel Paese.<br />
Risulta prioritario sollecitare il Parlamento italiano affinché approvi una normativa specifica che tuteli le cittadine ed i cittadini contro ogni forma di manifestazione di tipo omofobico e transfobico, estendendo anche all&#8217;orientamento sessuale e all&#8217;identità di genere le tutele previste dalla legge<br />
205 del 1993, detta “Legge Mancino”.</p>
<p>Come Giovani Democratici toscani non possiamo che appoggiare e fare nostra la proposta di Lara Burberi, presidente del Consiglio comunale di Calenzano, intervenuta in rappresentanza di Anci Toscana: &#8220;Dai dati dell&#8217;Osservatorio risalta in modo preoccupante il dato relativo a quei Comuni, 3 su 4, che finora non hanno mai realizzato un&#8217;iniziativa per sensibilizzare su questa odiosa forma di discriminazione. La prossima Festa della Toscana dedichiamola a questa battaglia.&#8221;<br />
In Italia la transfobia è ancora più diffusa e meno discussa dell’omofobia: si parla poco o niente di identità di genere e la distinzione tra maschile e femminile è data come netta e senza alcuna sfumatura. Approvare una legge sulla riassegnazione anagrafica alle persone transessuali senza necessità dell&#8217;intervento chirurgico sarebbe un segnale tangibile di inclusione verso cittadini che al momento non sono affatto tutelati.</p>
<p>Uno Stato laico deve sempre proteggere i diritti civili e la libertà di ciascuno. Non “diritti speciali”, ma diritti uguali per tutti. Non siamo tutti uguali, anzi la nostra ricchezza è proprio la specificità di ognuno. Ma dobbiamo lottare perché uguali siano i diritti e le opportunità di tutti.<br />
Questo, io credo, significa essere Democratici con la D maiuscola! D di democratici, D di diritti!</p>
<p>Dinora Mambrini<br />
(Responsabile Diritti Civili Giovani Democratici della Toscana &#8211; Segretaria Giovani Democratici di Livorno)</p>
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		<title>Semplicemente scuola!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Le materne comunali allo Stato. Nota di Sonia Filippi, responsabile scuola Unione Comunale PD Livorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola ha rappresentato e può continuare a rappresentare una risposta concreta ai conflitti sempre più evidenti di una società fortemente complicata ed iniqua. E&#8217; attraverso una formazione continua e permanente che l&#8217;individuo acquista quelle competenze e quei saperi necessari allo sviluppo del singolo e della collettività.<br />
Uno dei compiti della scuola è quello di stimolare la crescita, lo sviluppo della persona in tutte le sue dimensioni, perché poi possa contribuire anche allo sviluppo dell&#8217;intera collettività.<br />
Fin dalla scuola dell&#8217;infanzia la centralità del bambino è posta come conditio sine qua non, e tutto l&#8217;impianto pedagogico ruota intorno a questo asse. Sia le Indicazioni Nazionali fornite dal MIUR che il Piano di Offerta Formativa che ciascuna Istituzione Scolastica redige tendono a ciò, si progettano e poi si realizzano interventi mirati affinché tale centralità sia garantita.<br />
La presenza di agenzie educative di diversa natura presenti sul territorio rappresentano una pluralità di opportunità educative e una varietà di stimoli. Non dobbiamo però pensare che le diversità organizzative delle scuole dell’infanzia comunali e statali che concorrono ad un sistema integrato di istruzione, debbano essere messe in contrapposizione.<br />
Le finalità formative, l&#8217;impianto pedagogico- didattico con cui si progettano i percorsi educativi e quindi il Piano di Offerta Formativa, sono comuni, la scuola dell&#8217;infanzia persegue gli stessi obiettivi nell’ unico interesse : la centralità del bambino.<br />
E&#8217; su questa centralità che da anni, sia le scuole comunali che quelle statali, si sono organizzate e strutturate nel rispetto delle loro autonomie. Nonostante i tagli ministeriali, nonostante il limite imposto nel triennio 2011-15 ai Comuni che limita prima al 20% , poi al 50%, infine al 100% le nuove assunzioni, le scuole, o meglio, la scuola cerca di rispettare la sua funzione sociale, il suo ruolo con dignità e nel farlo si integra con il territorio. Da tempo nelle scuole si condividono progetti e percorsi didattici nell&#8217;ottica di una continuità che ha anticipato la realizzazione degli Istituti Comprensivi prima e dei Centri d&#8217;Infanzia poi e che costituiscono le fondamenta di un curricolo verticale oggi necessario se vogliamo davvero contrastare la piaga dell&#8217;abbandono e auspicare ad una più incisiva mobilità sociale.<br />
Forse in tempi di rigore e di mancato sviluppo appare un&#8217;utopia parlare di investimento, ma a scuola ci possiamo ancora permettere il lusso di immaginare, perché sappiamo che il pensiero divergente e la creatività rappresentano enormi potenziali nella capacità di gestire situazioni problematiche e complesse come quelle odierne, e quindi auspichiamo un cambio di tendenza .Nel frattempo ci rivolgiamo fiduciosi a chi usufruisce del servizio scolastico perché comprenda che nella scuola i pregiudizi e i luoghi comuni servono solo ad alimentare atteggiamenti di preconcetta chiusura.<br />
I genitori hanno tutto il diritto di avanzare dubbi e perplessità sulla statalizzazione di alcune scuole dell&#8217;infanzia ma è corretto informare gli stessi che gli orari, l&#8217;organizzazione scolastica non sono permanenti, ma flessibili e che corrispondono anche alle esigenze dell&#8217;utenza; che la continuità non può più essere garantita perché è stato notevolmente ridotta la possibilità del turn over; che l’ambiente e soprattutto il benessere dei bambini è anche garantito dal clima di professionalità, di rispetto, di collaborazione e di fiducia in cui gli insegnanti si trovano ad operare.<br />
Crediamo quindi che ci debba essere una maggiore attenzione a quest’ ordine di scuola per garantire quella professionalità che troppo spesso viene messa in discussione.<br />
Aumentiamo i corsi di formazione comuni ed i momenti di collaborazione per instaurare una rete di supporto professionale. Aboliamo le liste di iscrizioni separate. Le liste dovrebbero essere unificate e contenere criteri comuni in modo da garantire un&#8217;analisi più oggettiva dei bisogni volgendo all’eliminazione delle liste di attesa ed impegnando la Regione a mantenere la scelta, fatta fino ad oggi nonostante i tagli e le economie richieste dal MIUR, di investire nell&#8217; istruzione.<br />
Le attività proposte dalle scuole dell’infanzia sono comuni perché strutturate in base alle esigenze pedagogiche dell’utenza e sono programmate in percorsi strutturati simili che rappresentano un servizio educativo di alta qualità. Quello che vogliamo è una scuola ben integrata con il territorio, che può contare sul sostegno e la collaborazione dell’ambiente perché ad essa è affidato il compito di educare, istruire e formare le nuove generazioni, il nostro futuro”.</p>
<p>Sonia Filippi<br />
Responsabile Scuola<br />
Unione Comunale PD Livorno</p>
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		<title>Attentato alla sede di Equitalia di Livorno. Ferma condanna del PD livornese</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Partito Democratico di Livorno esprime piena condanna per l’attentato che ha coinvolto la sede di Equitalia di Livorno e sottolinea la necessità della massima fermezza per stroncare il ritorno di ogni forma di aggressione, intolleranza e terrorismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Partito Democratico di Livorno esprime piena condanna per l’attentato che ha coinvolto la sede di Equitalia di Livorno e sottolinea la necessità della massima fermezza per stroncare il ritorno di ogni forma di aggressione, intolleranza e terrorismo.</p>
<p>Tutta la città dovrà seguire questi fenomeni con grande attenzione affinchè non si ripetano.</p>
<p>In momenti di tensione come questi, la politica prima fra tutti, deve rendersi promotrice dei valori del dialogo, della legalità e della democrazia.</p>
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		<title>Bersani a La7 &#8211;  Intervista di Corrado Formigli</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[segretario]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda i video dell'intervista di Corrado Formigli a Pierluigi Bersani su La7 - Piazza Pulit - andata in onda il 10 maggio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Video tratti da <a href="http://www.la7.it/piazzapulita/video.php" title="La 7 ">www.la7.it</a></p>
<p>&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;<br />&nbsp;</p>
<p><strong>Prima parte</strong> &#8211; Intervista di Corrado Formigli a Bersani &#8211; 10/05/2012 <a href="http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i551102"></a></p>
<p><embed width="480" height="300" flashvars="nielsen=true&#038;fastImpression=false&#038;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/piazzapulita/piazza_bersani_100512.mp4&#038;autoP=false" allowscriptaccess="sameDomain" wmode="opaque" allowfullscreen="true" quality="high" bgcolor="#000000" name="video_box" id="video_box" src="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_sn.swf" type="application/x-shockwave-flash"></p>
<p>
<strong>Seconda parte</strong> &#8211; Intervista di Corrado Formigli a Bersani &#8211; 10/05/2012   <a href="http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i551111"></a><br />
<embed width="480" height="300" flashvars="nielsen=true&#038;fastImpression=false&#038;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/piazzapulita/piazza_bersani2_100512.mp4&#038;autoP=false" allowscriptaccess="sameDomain" wmode="opaque" allowfullscreen="true" quality="high" bgcolor="#000000" name="video_box" id="video_box" src="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_sn.swf" type="application/x-shockwave-flash"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Terza parte</strong> &#8211; Intervista di Corrado Formigli a Bersani &#8211; 10/05/2012   <a href="http://www.la7.it/piazzapulita/pvideo-stream?id=i551127"></a><br />
<embed width="480" height="300" flashvars="nielsen=true&#038;fastImpression=false&#038;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/piazzapulita/piazza_bersani3_100512.mp4&#038;autoP=false" allowscriptaccess="sameDomain" wmode="opaque" allowfullscreen="true" quality="high" bgcolor="#000000" name="video_box" id="video_box" src="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_sn.swf" type="application/x-shockwave-flash"></p>
<p><a href="http://www.pdlivorno.it/docs/uploads/bersani.la7_.png"><img src="http://www.pdlivorno.it/docs/uploads/bersani.la7_-150x149.png" alt="" title="bersani.la7" width="150" height="149" class="alignright size-thumbnail wp-image-5435" /></a></p>
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		<title>Livorno e la Toscana</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[area vasta]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Paolo Borghi, responsabile programmazione e sviluppo PD territoriale Livorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il Prof. Iacoponi, del Centro Studi Modigliani, fa bene a richiamarci in un suo intervento su IL TIRRENO e sul telematico COSTA OVEST alla priorità del tema dell’Area Vasta per Livorno.</p>
<p>Il punto pero’ non è solo quello che puo’ fare Livorno per l’Area Vasta (Pisa – Pontedera – Livorno), come ci ricorda Iacoponi, ma soprattutto se Livorno e le altre realtà della stessa Area Vasta possono fare a meno, per il loro sviluppo e per l’occupazione dei loro abitanti di questa dimensione e della piattaforma economica, organizzativa e cognitiva toscana complessivamente considerata.<br />
Questo è sicuramente il tema prioritario soprattutto per la nostra città (una enclave cresciuta con modalità separate dal contesto regionale e dei distretti tipici della Toscana), perchè le sue principali funzioni si rilevano in affanno se non decisamente superate: cosi’ per la funzione portuale e delle industrie a banchina; cosi’ per la capacità di attrarre investimenti e di realizzare investimenti collegati alle sue funzioni, cosi’ per le storiche valenze del commercio all’ingrosso, specializzato e di dettaglio e dell’artigianato tradizionale e industriale; cosi’ per la capacità di generare o essere base per una imprenditoria internazionale e innovativa e con forti capacità finanziarie.</p>
<p>Se eccezioni ci sono (segmenti di componentistica; alcune realtà di alta tecnologia, il forte polo della cantieristica azimut-benetti) non bastano ad invertire il peso del declino in atto. L’espansione dell’industria edilizia ha rilevato tutte le sue difficoltà e i suoi limiti (e il peso negativo della rendita urbana), e sono evidenti le forti difficoltà di tutte le realtà pubbliche e delle concessionarie e partecipate locali.</p>
<p>Ci sono evidentemente anche criticità assegnabili ai sistemi territoriali e infrastrutturali materiali e immateriali (a partire da quelli istituzionali e di rappresentanza), si pagano le conseguenze delle attuali dinamiche dei mercati mondiali, c’è sicuramente un problema di imprenditoriali “interna” ed “esterna” da attirare, consolidare, sostenere, c’è un problema di qualità delle risorse umane.</p>
<p>Le conseguenze rovinose già determinatesi da qualche anno , sono evidenti: un basso tasso di occupazione (che colpisce pesantemente i giovani e le donne disoccupate insieme agli ex-occupati), la necessità di ricercare lavoro sull’asse Pisa-Pontedera-Firenze e anche oltre. Si assiste ad una perdita secca del complesso dei redditi e dei consumi e dei livelli di coesione sociale.<br />
Se partiamo dalla estrema debolezza nel contesto della globalizzazione dell’attuale sistema territoriale della città di Livorno, e avendo piena consapevolezza delle difficoltà di competizione con le realtà concorrenti internazionali in questa situazione data e dall’impossibilità di proporsi come modello territoriale autarchico e autonomo, l’unica scelta praticabile è rappresentata dall’integrazione crescente con la toscana, anche se molti interessi consolidati intendono confermare una sorta di autosufficienza e anche se questo significa rimettere in discussione gerarchie territoriali consolidate (a partire dalle difficoltà dei rapporti con l’area Pisana e con quella Fiorentina).</p>
<p>La strategia della Toscana si chiama oggi innovazione, integrazione regionale dei distretti produttivi, logistici e di trasporto, e della ricerca, con investimenti prioritari sull’imprenditorialità e sulle risorse umane con cui si spera di scuotere e migliorare una società toscana fin troppo vecchia e sonnacchiosa.</p>
<p>Livorno deve agganciare ed integrarsi con la dimensione toscana, recuperando il tempo perduto a partire dalla dimensione dell’intera costa toscana con tutte le sue pecularieta’, per poter ritornare competitiva e forte sulla base di una rinnovata funzione territoriale e urbana, recuperando un ritardo di alcuni decenni proprio su un terreno cosi’ strategico per il suo futuro.</p>
<a class="downloadlink" href="http://www.pdlivorno.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=1025" title=" scaricato 7 volte" >LIVORNO E LA TOSCANA. Di Paolo Borghi (10 maggio 2012) (7)</a>
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		<title>Bilancio del Comune di Livorno. Assemblee dei Circoli del PD</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 16 e giovedì 17 maggio si svolgeranno due assemblee degli iscritti dei Circoli del PD di Livorno sulle questioni economiche del Comune di Livorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il PD di Livorno ha organizzato due assemblee con gli iscritti dei Circoli per discutere sulle questioni economiche del Comune di Livorno.</p>
<p>La prima si svolgerà <strong>mercoledì 16 maggio alle ore 18</strong> presso la Circoscrizione 1 di Livorno (Piazza Saragat) e coinvolgerà gli iscritti dei Circoli PD appartenenti alle Circoscrizioni 1 e 2.</p>
<p>La seconda si svolgerà <strong>giovedì 17 maggio alle ore 17.45</strong> presso la Circoscrizione 4 di Livorno (Via Menasci) e coinvolgerà gli iscritti dei Circoli PD appartenenti alle Circoscrizioni 3 &#8211; 4 &#8211; 5.</p>
<p>Ad entrambi gli incontri saranno presenti gli assessori comunali.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Europa / Esodati / Elezioni</title>
		<link>http://www.pdlivorno.it/notamattino/2012/05/europa-esodati-elezioni</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[la Nota del mattino]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[1. GRECIA E SPAGNA RIMETTONO L’EUROPA SULLA GRATICOLA. L’ITALIA DI NUOVO IN  SOFFERENZA. IN GERMANIA MOLTI TIFANO PER LA GRECIA FUORI DALL’EURO. UN ALTRO  PASSAGGIO DIFFICILISSIMO. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1. GRECIA E SPAGNA RIMETTONO L’EUROPA SULLA GRATICOLA. L’ITALIA DI NUOVO IN  </strong><strong>SOFFERENZA. IN GERMANIA MOLTI TIFANO PER LA GRECIA FUORI DALL’EURO. UN ALTRO  </strong><strong>PASSAGGIO DIFFICILISSIMO.</strong></p>
<p>Dopo Nuova Democrazia fallisce anche la sinistra estrema nel tentativo di fare un governo in Grecia. Oggi l’incarico viene affidato al Pasok. Ma ci sono molte possibilità che la Grecia debba tornare a votare. Un miliardo di euro di aiuti dall’Europa è stato fermato. In Germania ormai sono numerosi gli esperti e i politici che considerano la Grecia già fuori dall’Euro.<br />
Anche in Spagna la crisi morde forte. Ieri il governo ha nazionalizzato la quarta banca del Paese, trasformando i crediti in azioni.<br />
I mercati finanziari sono di nuovo in tensione e anche l’Italia risente di questa situazione drammatica, come dimostra lo spread tra Btp a dieci anni e Bund tedeschi, tornato stabilmente sopra quota 400.</p>
<p><strong>2. ESODATI, IL DECRETO NON BASTA.</strong></p>
<p>Nell’incontro tra governo e sindacati, il ministro Elsa Fornero ieri ha spiegato che per 65 mila esodati ci sono i fondi per due anni. Cgil, Cisl e Uil hanno considerato questa soluzione largamente insufficiente. Il Pd ha chiesto un provvedimento ben più ampio. Stefano Fassina, responsabile<br />
economico del Pd: (ANSA) &#8211; ROMA, 9 MAG &#8211; &#8220;Il ministro Fornero dovrebbe prendere in considerazione l&#8217;ipotesi che impopolarità possa derivare da iniquità e da errori fatti. Le risorse vanno trovate per tutti gli esodati e per le lavoratrici e i lavoratori in contribuzione volontaria e privati della possibilità di entrare in pensione nei prossimi anni. Abbiamo già indicato al governo ipotesi di copertura. Il governo riconosca l&#8217;errore. Ripresenteremo in Parlamento emendamenti di correzione&#8221;.</p>
<p><strong>3. ANALISI ELETTORALI TAROCCATE: FANNO IL CONFRONTO TRA COMUNALI E REGIONALI E NON </strong><strong>TENGONO CONTO DELLE LISTE CIVICHE. MA E’ UN MODO FURBO PER METTERE NEL MUCCHIO  </strong><strong>TUTTI I PARTITI E OCCULTARE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA.</strong></p>
<p>Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd, in una nota afferma: &#8220;Stiamo assistendo in queste ore a singolari analisi del voto tutte tese a costruire realtà inesistenti&#8221;. &#8220;Le comparazioni devono essere fatte sulla base di dati omogenei confrontando, ad esempio, le amministrative del 2007 con<br />
la prima tornata di quelle tenutesi nello scorso fine settimana. Non è pensabile, come sta avvenendo in queste ore, fare strampalate associazioni tra i dati delle amministrative e quelli delle regionali o delle politiche&#8221;. &#8220;Insomma &#8211; secondo l&#8217;esponente Pd &#8211; si mischiano pere e mele e poi si<br />
cerca di attribuire a questo ibrido una patente di scientificità per dimostrare il crollo dei partiti.<br />
Aspetto che nel caso del Pd è lontano dalla realtà. Inoltre, mai come in questa tornata elettorale per l`elezione dei sindaci, si è in presenza di un numero così elevato di liste civiche non immediatamente riconducibili ai simboli di partito ma legati ad essi o ai sindaci stessi. Si tratta di numeri che modificano profondamente gli scenari che qualche abile mano si sta divertendo a disegnare. Scenari mediatici &#8211; conclude Zoggia &#8211; ma di forte valenza politica&#8221;.<br />
Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd: &#8220;L&#8217;analisi del voto di queste amministrative ricorda la favola del lupo e dell&#8217;agnello: si cerca di accreditare una realtà capovolta. L&#8217;esito elettorale del Pd è stato positivo&#8221;. &#8220;Non siamo stati coinvolti – aggiunge – in drammatici crolli come<br />
qualcuno tenta di accreditare nell&#8217;esito di questo primo turno. Per garantire un minimo di attendibilità l&#8217;analisi del voto deve avvenire almeno tra tornate amministrative dello stesso genere e non con le regionali o con appuntamenti elettorali di altra natura. La massiccia presenza di candidati sindaco e di liste civiche rende impossibile il confronto con elezioni di tipo politico.<br />
Rispetto alle amministrative di cinque anni fa il Pd amministrerà molte più città, ottenendo un numero superiore di consensi&#8221;.<br />
Stumpo conclude: &#8220;Siamo l&#8217;unico partito che conferma una dimensione nazionale e siamo l&#8217;unico perno su cui costruire il futuro dell&#8217;Italia. L&#8217;analisi è di per sé complicata ma diviene impossibile se la si conduce con l&#8217;obiettivo di accreditare un preciso scenario politico o antipolitico&#8221;.<br />
Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd: Alle amministrative ha vinto il Pd, anche se &#8220;si sta cercando di raccontare una realtà diversa&#8221;. &#8220;Il Pd esce vincitore da questa prima tornata amministrativa anche se si sta cercando di raccontare al paese una realtà diversa. Le<br />
macerie riguardano chi ha male amministrato in questi anni e ci ha condotto sull`orlo del baratro. Il tentativo di equiparare i partiti in un generale quanto indistinto giudizio di condanna da parte degli italiani è da respingere al mittente&#8221;.  &#8221;L&#8217;analisi del voto &#8211; ha aggiunto &#8211; impone la necessità di essere obiettivi e di mettere in relazione risultati tra loro comparabili, cosa che non sta avvenendo. Nonostante qualcuno stia facendo grandi sforzi di fantasia per tratteggiare improbabili scenari, la realtà ci dice che il Pd è forte e che è la forza imprescindibile su cui costruire il rilancio del paese&#8221;.</p>
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		<title>Sintesti relazione Bersani al Coordinamento e alla Segreteria Nazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 11:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[la Nota del mattino]]></category>

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		<description><![CDATA[Sintesi della relazione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla riunione del Coordinamento nazionale e della segreteria nazionale del partito. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sintesi della relazione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla riunione del Coordinamento nazionale e della segreteria nazionale del partito.</p>
<p>Ringrazio tutti per l’impegno che tutti hanno messo in questa campagna elettorale e credo che dovremo mettere a frutto il segnale forte di sicurezza e di unità che abbiamo dato perché in questo momento ne ha bisogno il paese.</p>
<p>In primo luogo, credo che sia necessario guardare le elezioni nel contesto europeo. Voglio sottolineare in particolare il dato della Francia e quello della Grecia. Entrambi i risultati elettorali segnalano un punto di fondo: così le cose non vanno bene in Europa. Le risposte naturalmente sono state diverse.</p>
<p>Si può dire che in Francia sia stata messa concretamente in moto una possibile inversione del ciclo che ha visto la destra europea governare questi ultimi dieci anni e che sia stato possibile contenere una tendenza regressiva, populista che si muove ovunque in Europa e che aveva anche in Francia una particolare forza. Tutto questo è stato possibile grazie a una battaglia politica ben condotta, per una adesione maggioritaria dei cittadini e anche per un sistema politico e istituzionale che aiuta una ricomposizione in vista della governabilità.</p>
<p>Per quanto riguarda la Grecia mi sembra ormai evidente un dato di fondo: quando la crisi arriva a un punto di acutezza particolare ed estrema emergono fenomeni di radicalizzazione molto spinti e si innesta un corto circuito tra tema sociale e tema democratico, cioè una regressione forte delle condizioni di vita e una impressione evidente di essere etero diretti, di non avere in mano il proprio destino. Il corto circuito tra queste due cose provoca reazione che mettono a rischio la governabilità e addirittura l’assetto democratico.</p>
<p>Ho richiamato questi due elementi del quadro europeo per dire che noi collochiamo in questo panorama la nostra situazione e non solo la nostra situazione: c’è una dinamica nel panorama  europeo che sta dentro queste vicende, a cominciare dal fortissimo disagio sociale fino a soglie critiche superate le quali può essere messa in dubbio perfino la governabilità di un paese, dall’affermazione di correnti populiste e da un tentativo, condotto con successo in Francia, di  trovare una composizione con uno schieramento progressista, di sinistra, di aree democratiche anche moderate, civiche e costituzionali che fanno argine a una destra condizionata da queste<br />
spinte.</p>
<p>Noi siamo dentro a un grande fenomeno di portata storica, che riguarda l’Europa e non solo il tema economico sul quale siamo sempre impegnati, ma un tema politico di primissima grandezza, strategico: le prospettive dell’Europa, e cioè se potrà esserci l’Europa. Nei prossimi anni saremo di<br />
fronte a questa sfida. E ciò ci richiama a una esigenza di affrontare il tema europeo non solo in chiave economica: bisogna tornare ai fondamentali, al senso della prospettiva europea, c’è  bisogno di un colpo di reni politico, non basta solo discutere nei vertici di particolari trattati, la realtà sta prendendo una piega che sopravanza queste discussioni.<br />
Dentro questo quadro si situa la vicenda delle nostre elezioni amministrative. Anche in questo caso segnalo solo alcuni punti, in sintesi.</p>
<p>Primo. Il dato relativo alla partecipazione è sicuramente preoccupante, in particolare per il Nord e per il Centro. Non direi un dato allarmante, direi un dato preoccupante. Rispetto alle aspettative una reazione dell’elettorato c’è stata, anche se in un quadro molto problematico.</p>
<p>Secondo. Se stiamo ai dati amministrativi, noi vinciamo senza se e senza ma. Su questo non ci sono discussioni. Naturalmente vi sono anche alcuni aspetti di criticità, ma sia nei comuni capoluogo, sia nei comuni minori c’è un ribaltamento completo della situazione precedente a nostro vantaggio.<br />
Dopo la fase dei ballottaggi, che nella grandissima parte dei casi ci vede in una posizione di vantaggio, noi avremo senza dubbio una maggiore responsabilità in tutto il paese.</p>
<p>Se guardiamo ai risultati dal punto di vista politico, ciò che emerge da queste elezioni è, in primo luogo, il crollo del centrodestra e della Lega, in particolare al Nord e al Centro; uno smottamento francamente di proporzioni inedite. Questo crollo non viene intercettato dal centrosinistra: non abbiamo dati che ci dicono questo, e bisogna ricordare che ciò rientra nella tradizione della politica italiana, dove non si verificano transiti così importanti da un campo all’altro. Questo  smottamento, tuttavia, non viene intercettato nemmeno dalle posizioni centrali del Terzo Polo. E’<br />
un dato politicamente piuttosto significativo. E segnala una questione di fondo, della quale abbiamo parlato più volte e che dobbiamo qui ribadire: la via di uscita da questa situazione di crisi profonda del centrodestra non si trova in una prospettiva tecnocratica, illuministica o salottiera, è<br />
una questione molto più seria. Sotto la pelle del paese c’è un fermento di reazione molto più profondo, che non può essere risolto con alchimie di palazzo e neanche con improvvisazioni. E questo credo che vada ribadito anche ad alcuni apprendisti stregoni che si incontrano in giro,<br />
ambienti che tendono, anche nelle classi dirigenti, a pensare ad una distruzione creativa del sistema politico perché ne venga fuori chissà che cosa. Sotto la pelle del paese c’è un populismo in  cerca di autore. E credo che questo sia un dato in cui abbiamo avuto una conferma proprio in<br />
queste elezioni, perché a fronte di uno smottamento così significativo del centrodestra – dati impressionanti, dal 60 al 12, dal 37 al 4 – non vi è stato un flusso verso posizioni centriste e illuministe, ma verso dispersione, astensione, verso Grillo, solo marginalmente verso di noi.<br />
Insomma, sono ancora lì: il campo del centrodestra si è destrutturato fortemente, ma non è che non esiste più la destra in Italia. Gli elettori del centrodestra non sono scomparsi. Siamo in una situazione nella quale quell’area richiede una interpretazione che ancora non si capisce quali<br />
sbocchi avrà.</p>
<p>Abbiamo avuto inoltre il fenomeno del partito 5 Stelle, chiamiamo le cose con il loro nome: è un partito. Su questo punto inviterei anche in questi giorni a tenere fermo un giudizio: il partito 5 Stelle è stato ingrossato enormemente dalla protesta, ma non è solo protesta: quel voto contiene<br />
anche una domanda e in quella domanda c’è una esigenza di una politica più sobria, di un taglio dei costi della politica, di maggiore trasparenza, e così via. Quindi noi dobbiamo tenere fermi i nostri principi e rispondere alle provocazioni, ma non dobbiamo aprire una guerra a Grillo, noi<br />
dobbiamo migliorare la nostra proposta. Dobbiamo rispondere colpo su colpo quando si va fuori al seminato, dobbiamo tenere fermi i nostri principi, ma – lo ripeto – dobbiamo migliorare la nostra proposta, per dare noi la risposta a quella domanda.</p>
<p>In un esame rispetto al 2007, e tenendo conto delle nostre liste e di quelle civiche dei sindaci, noi abbiamo un risultato buono e in crescita. Naturalmente c’è una differenza nelle diverse aree del  paese. Non ci sfuggono i dati di criticità. Un conto è come sta andando in Lombardia, in Toscana, in Puglia, un conto come va in Sicilia o in Friuli. E tuttavia, noi vediamo una accentuata presenza del nostro partito, in particolare nel Nord. Se guardiamo a noi stessi e guardiamo il panorama generale, viene fuori una constatazione inequivocabile: di fronte al paese noi abbiamo una<br />
responsabilità enormemente accresciuta.</p>
<p>Questo è l’elemento di fondo in un paese che ha ed avrà di fronte problemi enormi e inediti dal Dopoguerra ad oggi. Questa è la situazione. Noi dobbiamo rispondere a questa responsabilità e quindi noi inevitabilmente dobbiamo dichiararci come perno di una ricostruzione democratica,<br />
sociale, al servizio di una riscossa del paese. E tutto questo – va detto con chiarezza – va oltre qualsiasi bricolage di alleanze politiche. Il campo del centrosinistra ha retto bene. Ma non possiamo ritenere che da questo voto esca fuori un centrosinistra autosufficiente. E neanche possiamo ritenere che al centro siano venute fuori chissà quali cose.</p>
<p>La realtà è che c’è un Pd che in questo panorama deve caricarsi di un messaggio molto aperto, largo, molto forte, che dica: noi ci apriremo di più, sto parlando del campo culturale, del campo sociale, del campo economico, con i soggetti che sono disponibili. Terremo la testa larga e proporremo alla società di darci la mano, di accompagnare questo Pd, di affiancarlo per una<br />
riscossa civile e una ricostruzione sul piano democratico e sul piano sociale democratica di questo paese, contro la disgregazione e l’impotenza della destra, contro il rischio di insorgenze regressive.<br />
Credo che questo sia il tema: prendere atto delle nuove responsabilità.</p>
<p>Se è così, ed è così, leviamoci dalla testa che il nostro pluralismo significhi che allarghiamo le ali se ciascuno dalla sua posizione si pone in situazione critica verso il Pd. No. Il Pd è unito, solido e sicuro. E ciascuno per la sua vocazione va a predicarlo, va a predicare il Pd nei luoghi più diversi, se<br />
vogliamo essere utili al nostro paese.</p>
<p>Nell’immediato tutto questo significa che noi ribadiamo la nostra lealtà al governo, ma ribadendo – come segnala questo voto – che in questo paese ci siamo, siamo dappertutto: siamo l’unica forza  presente ovunque. Possiamo dire la nostra e dobbiamo essere ascoltati. Dunque lealtà al governo<br />
e chiediamo adesso di essere ascoltati, perché abbiamo cose da dire.</p>
<p>La prima cosa che dobbiamo dire al governo riguarda l’Europa. La vittoria di Francois Hollande in Francia apre uno spazio per fare in modo che alle politiche del rigore si affianchi concretamente e immediatamente una politica per la crescita. C’è un tema che riguarda l’approvazione del Fiscal<br />
Compact. Noi siamo leali con il governo italiano. Ma parliamo anche con i progressisti europei: in Germania non passa senza il voto dell’Spd, e l’Spd chiede che si voti dopo una discussione  sull’affiancamento di misure per la crescita. Noi cerchiamo di stare dentro questa discussione e di<br />
favorirla. Parliamo di eurobond, di projectbond, di una tassa sulle transazioni finanziarie, investimenti da parte della Bei, insomma di ciò che abbiamo da tempo discusso nell’ambito della piattaforma dei progressisti europei. Io aggiungerei una cosa, perché prima che tutte queste cose<br />
si mettano in moto ci vuole tempo: l’Italia è in una situazione particolare, siamo l’unico paese che ha deciso di chiudere il bilancio in pareggio nel 2013 (e ricordiamo che questa fuga in avanti l’ha  firmata Tremonti, imponendo all’Italia una cura da cavallo), abbiamo un avanzo primario incomparabilmente superiore a quello degli altri, abbiamo una recessione più forte degli altri. Ecco io dico che esiste, oltre all’architettura europea, un caso italiano e propongo di adottare una mini  golden rule: consentiamo, almeno in parte, di dislocare alcune risorse sugli investimenti e di non<br />
contabilizzarle ai fini del disavanzo.</p>
<p>Per quanto riguarda l’Italia, noi dobbiamo stimolare il governo a prendere alcune decisioni. Una riguarda i pagamenti della pubblica amministrazione. Non ho capito perché la soluzione si è incagliata. E’ una situazione drammatica. Nessun paese europeo è nelle nostre condizioni. Le<br />
piccole imprese rischiano di morire come mosche. Occorre che i pagamenti vengano riattivati. In secondo luogo, vi è un problema fiscale. Noi sull’Imu avevamo fatto un’altra proposta: farla più  leggera e affiancare per cinque o sei miliardi un’imposta personale sui grandi patrimoni  immobiliari. E avevamo detto che questa imposta rimane ai comuni e casomai si riducono i<br />
trasferimenti erariali. Credo che questa proposta sia ancora da sostenere. Bisogna sbloccare inoltre un po’ di investimenti dei comuni e affrontare il problema drammatico degli esodati.</p>
<p>Noi abbiamo bisogno che dall’iniziativa del governo, non in modo risolutivo, perché non ce ne sono le condizioni, ma almeno in modo visibile e tangibile, venga un segno positivo verso il paese, sul piano pratico ma anche sul piano psicologico, perché sono troppi mesi che non arriva al paese un segnale positivo. Abbiamo girato tutto il paese, i dirigenti del Pd hanno girato l’Italia intera in  questa campagna elettorale, e non solo: se lo diciamo è perché sappiamo a ragion veduta che è così.</p>
<p>Lealtà al governo, richiesta di essere ascoltata, attenzione al sociale e al mondo del lavoro sia in chiave europea sia sul fronte nazionale. Mi auguro che in questo contesta venga sbrogliato anche il tema del mercato del lavoro, e mi auguro che ciò avvenga migliorando le risposte verso i giovani.<br />
In questo contesto, la decisione presa da Cgil, Cisl e Uil di fare una manifestazione unitaria il due giugno sui temi del lavoro e del fisco. E’ una piattaforma positiva. Ed è una novità importante: è la prima volta che si sancisce la ricomposizione sindacale. Il due giugno sarà dunque una giornata per il lavoro e per la democrazia.</p>
<p>Compito nostro sarà anche dare una spinta sulla riforma della politica: avanti con il tema della riforma costituzionale; avanti con la riforma dei partiti e con la riduzione dei finanziamenti, noi manteniamo ferma la nostra proposta del dimezzamento immediato. Sulla legge elettorale credo che noi dobbiamo ricordare che noi abbiamo ragionato fin qui sull’esigenza che i cittadini<br />
riprendano in mano la scelta dei parlamentari e che ci sia un indirizzo di governo plausibile e riconosciuto. Quindi ribadiamo la necessità di superare il porcellum, che è stata la causa di una grande parte dei problemi nel rapporto tra la politica e i cittadini, pronti a discutere le mediazioni,<br />
ma facciamo notare che il risultato di queste votazioni rinvigorisce il senso della nostra proposta originaria, e cioè il doppio turno di collegio. Facciamo notare questo elemento per una discussione più matura e responsabile.</p>
<p>Infine, torno sui ballottaggi: la partita non è finita, abbiamo bisogno di una conferma forte. Siamo in una buona posizione, anche se vi sono insidie. Chiedo a tutti di fare il massimo sforzo per far tornare la nostra gente a votare, cominciando ad alludere a una idea che si può tradurre così: oggi<br />
nei comuni domani in Italia. A questo punto dobbiamo cominciare, sia pure in una traiettoria che riguarda il futuro, a sollevare l’idea che il Pd si candida a essere il protagonista del cambiamento.</p>
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		<title>Tobin Tax. Il PD chiede in tempi brevi l&#8217;applicazione di questa tassa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione AP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota di Alessandra Del Bravo, sezione Credito del Dipartimento Economia e Sviluppo del PD territoriale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo consiliare della Provincia di Livorno e la Federazione del Partito Democratico, promuoveranno all&#8217;interno del prossimo consiglio &#8211; previsto per giovedì 10 maggio alle ore 10.00 &#8211; un dibattito sulla &#8220;Tobin tax&#8221;: Tassazione sulle Transazioni Finanziarie internazionali.<br />
La crisi finanziaria ed economica in atto ormai dal 2008, ha dimostrato come i mercati finanziari, epicentro della crisi economica, siano risultati fallibili e fragili, soggetti a potenziali crolli devastanti con danni sull&#8217;intero globo e che, gli stessi mercati, si siano rivelati scarsamente regolamentati, sottoposti ad una insufficiente e inadeguata vigilanza pubblica e soggetti ad una eccessiva instabilità, dovuta anche a fenomeni speculativi di portata incontrollata.<br />
L&#8217;obiettivo di coniugare crescita sostenibile, risanamento dei bilanci pubblici e regolazione dei mercati finanziari è diventato priorità europea non più procrastinabile, ed è altrettanto vero che le necessarie risorse non possono più essere reperite sui singoli cittadini dei paesi aderenti, già fortemente penalizzati da questa crisi.<br />
Pertanto si richiede l&#8217;impegno ad ogni livello di assemblea elettiva ad adottare ogni iniziativa per arrivare quanto prima all&#8217;applicazione di questa tassa, assicurando inoltre, che la destinazione del gettito sia impegnata in progetti di sviluppo economico, per le politiche sociali degli Stati membri e per la riduzione dei debiti sovrani, sollevando così anche la stretta che le stesse amministrazioni pubbliche subiscono attraverso il patto di stabilità interno; così facendo le stesse amministrazioni potranno tornare ad essere volano di programmazione e sviluppo dei territori a loro pertinenti.&#8221;</p>
<p>Alessandra Del Bravo<br />
Segreteria Territoriale PD Livorno<br />
Dipartimento Economia e sviluppo<br />
Sezione Credito</p>
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