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Lunedì 24 agosto alle ore 21.30 al palco centrale in Piazza Carducci a Rosignano Marittimo, si svolgerà all’interno della festa de l’Unità per il PD di Rosignano M.mo, un dibattito dal titolo “Cosa può fare la politica per sostenere il mondo dell’artigianato e delle piccole e media imprese”.
Partecipano:
On. Achille Passoni, senatore e componente XI commissione Lavoro e previdnza sociale
Gianfranco Simoncini, assessore regionale all’istruzione ed al lavoro
Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano Marittimo
Giorgio Kutufà, presidente della Provincia di Livorno
Luca Agostini, assessore attività produttive Comune di Rosignano


1 Commento a "La politica per sostenere l’artigianato e le piccole e media imprese"
‘da ogniQuindici’del 2 agosto 2009 :
Sostiene Varaldo che le pmi saranno il mezzo per uscire dalla crisi ma devono aggregarsi-qual è il suo parere?
Io credo che Varaldo sostenga qualcosa di molto più sofisticato di quanto lei gli attribuisce. Da molti anni tutti noi economisti reali ci sforziamo di mettere in guardia imprenditori, associazioni e responsabili politici sulla profonda crisi della struttura distrettuale dell’industria italiana. La crisi è solo un acceleratore di un fenomeno già profondo nel Belpaese, le imprese devono crescere ed ammodernarsi per sopravvivere. “Piccolo è bello” fa parte ormai del passato remoto.
Facciamo un esempio concreto. Pur nel profondo della crisi attuale ci sarebbero in realtà mercati come la Cina e l’India che mostrano di possedere saggi di crescita della ricchezza prodotta (Prodotto Interno Lordo) impensabili per l’occidente (nel 2009 rispettivamente del 7,2 % e del 5%). Da sole queste due entità rappresentano la metà della popolazione mondiale, ovvero 3miliardi di persone. Grazie allo sviluppo recente e in corso circa 400milioni (quasi un’Eurozona) di cinesi e indiani hanno ormai redditi significativi e vorrebbero consumare del made in Italy (non solo moda, ma anche macchine industriali e mobili ad esempio). Le nostre imprese potrebbero perciò re-indirizzare i loro export dai mercati evoluti (Usa ed Europa) ancora fermi, a questi mercati comunque dinamici. Un gioco da ragazzi per imprese export oriented come le nostre, potrebbe pensare qualche sprovveduto. Ma piccole come sono le nostre imprese non riescono a passare da mercati evoluti, tali anche perché possiedono strutture avanzate di servizio alla distribuzione in grado di compensare le manchevolezze manageriali delle nostre imprese, a mercati rilevanti ma non evoluti proprio perché mancano o scarseggiano di quelle strutture di servizi.
Inevitabile perciò che l’alternativa per le nostre imprese che volessero cogliere l’opportunità rappresentata dall’emergere ed il consolidarsi di questi mercati, è crescere e organizzare le relazioni distributive (assumendo manager al posto di familiari incompetenti ed evolvendosi anche organizzativamente), oppure aggregarsi in network intelligenti flessibili e soprattutto in grado di far tesoro degli errori del passato (i consorzi export ad esempio non sono certo una novità, ma strutturati e gestiti diversamente lo potrebbero diventare). Conoscendo la sua sensibilità ed esperienza credo che Varaldo volesse mettere in luce aspetti come questo e non il semplice “mettiamoci assieme” (una specie di allonsanfan de la patrie nostrano).Intervista al prof.Massimo Paoli