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Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata al settimanale online OgniSette.it da Pietro Caruso, responsabile Sport PD Territoriale. (pubblicata mercoledì 8 febbraio)
LIVORNO. Caruso (PD): più attenzione al mondo dello sport
Forse non si dà troppa attenzione allo sport nella città di Livorno. questa è l’impressione che ha anche il responsabile territoriale dello sport del Partito democratico, Pietro Caruso. Attualmente anche nella veste di coordinatore (una volta si sarebbe detto segretario) del Circolo Centro in Piazza della Vittoria, Caruso è un uomo dalle idee chiare e che non usa giri di parole, una persona poco avvezza al “politichese”.
Lei è stato incaricato di seguire lo sport per il Pd a Livorno; conosce questo settore?
«Abbastanza anche se c’è molto altro da conoscere».
Con quali criteri ed obiettivi lavorerà?
«Penso che lo sport sia uno degli argomenti che la politica dovrebbe considerare seriamente per il numero notevolissimo delle persone interessate e perché è uno dei campi che, in caso di crisi, ma non solo, può aiutare i cittadini a svagarsi dalle problematiche della vita quotidiana. Intendiamoci bene, non nel senso “bere per dimenticare”».
C’è l’impressione che la pubblica amministrazione non dia troppa attenzione al mondo dello sport che pure conta molti appassionati frequentatori.
«Purtroppo questa è anche la mia impressione».
Di recente il Coni con le giornate promozionali ha visto presenti molti bambini: è la strada da proseguire?
«Si, ma poi ci devono essere strutture adeguate che possano permettere di portare a termine questo programma, e le amministrazioni varie insieme al Coni devono lavorare per questo».
Livorno ha impianti adeguati per numero e qualità?
«In parte. Ad esempio la mancata realizzazione di una tribuna e di spogliatoi più moderni al campo scuola limita la possibilità di organizzare manifestazioni sportive di atletica importanti. La mancanza di campi di rugby obbliga le varie squadre della provincia ad “arrangiarsi”. Ecc. ecc.»
Qual è la sua idea per lo stadio comunale?
«Non si può rispondere in maniera semplice. Sicuramente non è in una posizione ideale per la sicurezza e la viabilità, ed è troppo datato per poterlo adeguare alla perfezione alle leggi vigenti. Nei giorni delle manifestazioni sportive poi, gli abitanti sono come in carcere. E’ anche vero però che per costruire uno stadio all’altezza della situazione ci vogliono troppi soldi. Ed in questo momento, se ci dovessero essere fondi da spendere per lo sport, sarebbe giusto dirottarli per gli “sport minori”».
Esistono ancora le attività sportive per dilettanti?
«Si, anche se è obiettivamente difficile gestire le mire, le ambizioni, le idee dei genitori per i propri figli negli sport più conosciuti. Gli altri sport sono “gestiti” a livello più “familiare” e l’essere dilettanti è ancora un valore. In pratica anche lo sport rispecchia, ahimè, i pregi ma soprattutto i difetti della nostra società».
Ruggero Morelli




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